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Semiramide
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Semiramide (in siriaco: ܫܲܡܝܼܪܵܡ, Šammīrām; in greco Σεμίραμις?, Semíramis; in armeno Շամիրամ?, Šamiram; in arabo سميراميس?, Semíramis; fl. IX secolo a.C.) è stata una leggendaria regina assiro-babilonese, moglie dell'altrettanto leggendario re Nino, fondatore eponimo di Ninive.
Tale figura mitica viene ricollegata alla regina assira mwewShammuramat, moglie del re assiro mwfaShamshi-Adad V (che governò dall'823 all'811 a.C.) e reggente per il figlio mwfqAddu-Nirari IIIcite-ref-1[1].
Contents
• Note
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Biografia secondo gli autori greci e romani
Compare nelle narrazioni di diversi autori greci (ad esempio nei mwhq“Persiká” - mwhgΠερσικά - di mwhwCtesia di Cnido) come moglie del leggendario (in quanto assente dalle liste dei mwiasovrani di Assiria compilate dal raffronto tra resoconti storici e ritrovamenti archeologici) re Nino, che si sarebbe invaghito di lei quand'era ancora sposa del generale Onne; il re avrebbe chiesto al generale di lasciarla e Onne si sarebbe suicidato. In seguito Semiramide sarebbe succeduta a Nino, morto in battaglia, assumendo la reggenza per il figlio Nynias.
Secondo diverse varianti, Semiramide si sarebbe invece impadronita del potere con uno stratagemma e avrebbe fatto incarcerare e poi uccidere il marito, allontanando il figlio Nynias dalla corte e facendosi passare per lui; per mascherare la sua femminilità avrebbe adottato un abito che copriva braccia e gambe, imponendolo a tutti i sudditi. Secondo un altro racconto non avrebbe cacciato il figlio ma si sarebbe innamorata di lui, instaurando un rapporto mwigincestuoso. Sarebbe poi stata uccisa in seguito a un complotto ordito dal figlio, ma secondo un'altra variante sarebbe riuscita a sventare il complotto e avrebbe perdonato il figlio, per poi suicidarsicite-ref-treccani-2-0[2]cite-ref-3[3]cite-ref-4[4].
Per mwmaErodoto si sarebbe trattato di una grande sovrana. Figlia della dea mwmqDerceto, durante il suo regno conquistò la mwmgMedia, l'mwmwEgitto e l'mwnaEtiopia, e realizzò grandi opere di pace come l'edificazione delle mura e dei mwnqgiardini pensili di Babilonia, una delle mwngsette meraviglie del mondo antico. Viene ripresa da autori più tardi, come mwnwDiodoro Siculo, che non le attribuisce i giardini pensili ma la costruzione di diversi palazzi e della mwoagalleria dell'Eufrate, così come della città di mwoqEcbatana, e un regno lungo 42 anni. mwogAmmiano Marcellino ha attribuito a Semiramide l'invenzione degli mwoweunuchi di cortecite-ref-5[5].
Semiramide negli autori cristiani e nell'arte
Per gli scrittori cristiani medioevali Semiramide assurge a simbolo dell'assolutismo paganocite-ref-6[6], crudele e licenzioso fino all'mwrgincesto. Ne parlano mwrwGiustino (martire cristiano del mwsaII secolo), mwsqAgostino di Ippona e il suo discepolo mwsgPaolo Orosiocite-ref-7[7], cui attinse poi anche mwtwDante Alighieri, che la pone tra le persone che peccarono di lussuria nel secondo cerchio dell'mwuaInferno (mwuqInferno, mwugV, 52-60).
In questo cerchio, Dante dice che Semiramide era così lussuriosa che, per far in modo che il suo comportamento risultasse "normale" agli occhi della popolazione, promosse una legge, attraverso la quale tutti i sudditi potevano essere altrettanto lussuriosi (dai versi di Dante «mwvache libito fé licito in sua legge»). Infatti si vergognava profondamente di essersi innamorata del figlio, che però costrinse a un rapporto incestuoso (dai versi «mwvqper torre il biasmo in che era condotta»).
Anche mwvwBoccaccio, nel mwwamwwqDe mulieribus claris, la condanna come ambiziosa, libidinosa e crudele. Nel libretto dell'opera omonima di mwwgRossini c'è inoltre un vago parallelo con lmwww'mwxamwxqOrestea, in quanto Semiramide è colpevole dell'uccisione del re defunto e suo figlio per errore la uccide.
L'antica cronaca di mwxwTreviri, mwyamwyqGesta Treverorum, attribuisce a Semiramide la causa della fondazione della città: ella infatti avrebbe cacciato dal regno assiro il figliastro mwygTrebata, che, vagando col suo seguito per l'Europa, avrebbe finito col fondare questa città.
mwzaChristine de Pizan, nel libro mwzqLa Città delle Donne (mwzgXV secolo), è l'unica dell'epoca che ne parla positivamente. Un brevissimo cenno di segno almeno in parte positivo lo si ritrova in mwzwPetrarca già nel secolo precedente (Trionfi, Triumphus Fame II, vv. 103-105). La storia di Semiramide è inoltre il soggetto del dramma mwaaLa hija del aire ("La figlia dell'aria") di mwagPedro Calderón de la Barca.
«Semiramide fu una donna di immenso valore e grande coraggio nelle imprese e nell'esercizio delle armi. Fu sposa del re Nino, che diede il nome alla città di Ninive, e diventò un grande conquistatore grazie all'aiuto di Semiramide, che cavalcava in armi al suo fianco. Egli conquistò la grande Babilonia, i vasti territori degli Assiri e molti altri paesi. Questa donna era ancora molto giovane quando Nino venne ucciso da una freccia, durante l'assalto a una città. Dopo aver celebrato solennemente il rito funebre la donna non abbandonò l'esercizio delle armi, anzi più di prima prese a governare e realizzò tali e tante opere notevoli, che nessun uomo poteva superarla in forza e in vigore. Era così temuta come guerriera, che non solo mantenne i territori già conquistati ma, alla testa di una grande armata, mosse guerra all'Etiopia, contro cui combatté con ardimento, conquistandola e unendola al suo impero. Da lì partì per l'India e attaccò in forze gli Indiani, ai quali nessuno aveva mai osato dichiarare guerra, li vinse e li soggiogò. In seguito arrivò a conquistare tutto l'Oriente, sottomettendolo alle sue leggi. Oltre a queste conquiste, Semiramide fece ricostruire e consolidare la città di Babilonia, fece costruire nuove fortificazioni e grandi e profondi fossati tutt'intorno.»
(Traduzione di P. Caraffi, pp. 107; 109.)
mwcwFrançois Rabelais, nel primo libro di mwdamwdqPantagruele, inserisce la regina nella lista grottesca di regnanti mandati all'mwdgInferno nel sogno di Epistemone. Come nella miglior tradizione carnevalescacite-ref-8[8], l'Inferno rappresenta il rovesciamento del mondo terreno: i regnanti del passato vengono abbassati a occuparsi dei lavori più abietti, e qui la regina Semiramide è una spidocchiatrice di straccionicite-ref-9[9].
mwgqCesare Saccaggi nel 1905 dipinse l'opera mwggLa regina Semiramide di matrice mwgwsimbolista.
Semiramide e la lirica
Esistono diverse mwhgopere liriche incentrate sulla storia di Semiramide:
• mwiqmwigSemiramide di mwiwAntonio Vivaldi;
• mwjqmwjgSemiramide di mwjwGioachino Rossini;
• mwkqSemiramide riconosciuta di mwkwChristoph Willibald Gluck;
• mwlqSemiramide riconosciuta di mwlwNiccolò Jommelli;
• mwmqSemiramide riconosciuta di mwmwAntonio Maria Sacchini;
• mwnqmwngSemiramide riconosciuta di mwnwGiacomo Meyerbeer;
• mwoqSemiramide riconosciuta di mwowNicola Porpora;
• mwpqSemiramide, regina d'Assiria di Nicola Porpora;
• mwqaSemirama di mwqqOttorino Respighi.
Nella cultura di massa
• Il Semiramis InterContinental Hotel del mwrgCairo prende il nome dall'antica sovrana. Nel mwrw1921 vi si svolse la Conferenza del Cairo, presieduta da mwsqWinston Churchill.cite-ref-10[10] Un lussuoso albergo con questo nome compare anche nel film del mwtg1966 mwtwmwuaGambit - Grande furto al Semiramis.
• Nel mwug1962 uscì il film mwuwmwvaIo, Semiramide, diretto da mwvqPrimo Zeglio, con mwvgYvonne Furneaux nei panni della protagonista.
• Semiramide compare nella serie di mwwamwwqlight novel e mwwganime mwwwmwxaFate/Apocrypha del mwxqmwxgfranchise Fate e nel videogioco mwxwmwyaFate/Grand Order.
• mwygSemiramis è il nome di una band italiana di mwywrock progressivo attiva dal mwza1970 al mwzq1974 e poi di nuovo dal mwzg2014.
• Semiramide è menzionata nella canzone mw0aIlluminati del complesso mw0qmw0gvisual kei mw0wMalice Mizer.
• Semiramide compare nel videogioco mw1qDante's Inferno come mw1gDemone principale del girone dei mw1wLussuriosi.
Note
cite-note-11. ↑ mw3gmw3wArnaldo Momigliano (a cura di), mw4aQuarto contributo alla storia degli studi classici e del mondo antico, Roma, mw4qEd. di Storia e Letteratura, 1969, pp.mw4g 183-193.
cite-note-treccani-22. ↑ citereftreccani-semiramidemw5wmw6aSemiramide, in mw6qTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mw6gURL consultato il 1º ottobre 2013.
cite-note-33. ↑ mw7gAutorî vari, mw7wL'Oriente antico. Dai Sumeri alla Bibbia, Bari, Dedalo, 1992.
cite-note-44. ↑ mw8wAnna Maria G. Capomacchia, mw9aSemiramis. Una femminilità ribaltata, Roma, L'Erma, 1986.
cite-note-66. ↑ mw-qMarina Mannucci, mw-gmw-wDalla Semiramide di Dante all'elogio del pensiero lussurioso, in mwaqa“Ravenna Festival” Magazine 2015, supplemento del mwaqeRavenna & Dintorni, n.mwaqi 632, 4 giugno 2015, 9-13. mwaqmURL consultato il 3 novembre 2021.
cite-note-77. ↑ mwaqgFabrizio Farrini, mwaqkmwaqoPaolo Orosio, uno storico, Roma, Ed. di Storia e Letteratura, 1979, pp.mwaqs 200-201.
cite-note-88. ↑ mwaramwareMichail Bachtin, mwarimwarmL'opera di Rabelais e la cultura popolare, Torino, Einaudi, 1979.
cite-note-99. ↑ mwarcFrançois Rabelais, mwargCome Epistemione, che aveva la testa tagliata, fu guarito da Panurgo e come riportò notizie dei diavoli e dei dannati, in mwarkmwaroPantagruele, Primo Libro, capitolo 30, Torino, Rizzoli, 1984, pp.mwars 533-546, mwarwISBNmwar0 88-17-16505-0.
cite-note-1010. ↑ mwasm(mwasqmwasuEN) W. H. Thompson, mwasySixty Minutes with Winston Churchill, 1964 mwasc[1953], p.mwasg 9.
Bibliografia
• C. Salvatori, mwaswSemiramide, Epika, 2020.
• M. Mannucci, mwas4Dalla Semiramide di Dante all'elogio del pensiero lussurioso, in mwas8Ravenna Festival magazine, 2015.
• F. Pinnock, mwateSemiramide e le sue sorelle: immagini di donne nell'antica Mesopotamia, 2006.
• mwatmG. Pettinato, mwatqSemiramide, Milano, 1985.
• A. Dragone: mwatySemiramide, in mwatc"Ottocento", nº 18, Mondadori, Milano, 1989.
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itSemiramide, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiaSemiramide, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Sammu-ramat, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.